0m s.l.m.

Altitudine

0Km2

Superficie

0

Abitanti

0ab/Km2

Densità

Patrimonio Culturale e Naturale

Chiesa Santa Maria Maddalena

La Chiesa di Santa Maria Maddalena, edificata nel XVII secolo, è tra i principali edifici di culto di Castelnuovo Cilento e costituisce un importante riferimento storico, artistico e religioso per il borgo. La facciata, caratterizzata da linee sobrie ed eleganti, presenta elementi decorativi riconducibili al gusto barocco, mentre l’interno conserva un ricco patrimonio artistico composto da dipinti e affreschi dedicati alla vita della santa.
Collocata nel centro storico, la chiesa si integra perfettamente con il contesto urbano medievale, rappresentando da secoli il cuore della vita religiosa della comunità. Nel tempo è stata interessata da diversi interventi di restauro che ne hanno garantito la conservazione, preservandone il valore storico, culturale e architettonico. Oltre a essere luogo di preghiera e di culto, accoglie visitatori e pellegrini attratti dal suo patrimonio artistico e dalla storia del paese.
La devozione verso Santa Maria Maddalena si rinnova ogni anno in occasione delle due festività patronali, celebrate il 22 gennaio e il 22 luglio. Entrambe sono accompagnate da solenni celebrazioni liturgiche e dalla tradizionale processione per le vie del borgo. Particolarmente sentita è la ricorrenza estiva: il 13 luglio prende avvio la novena preparatoria, che culmina il 22 luglio con la processione della statua della santa, momento di intensa partecipazione religiosa e popolare.
Ancora oggi la Chiesa di Santa Maria Maddalena rappresenta uno dei simboli più significativi di Castelnuovo Cilento, custode della memoria storica e della tradizione religiosa del paese, oltre che preziosa testimonianza del suo patrimonio artistico e culturale.

Castello Medievale Talamo – Atenolfi

La torre e il castello di Castelnuovo Cilento sorgono sulla sommità del colle (272 m s.l.m.), in posizione strategica per il controllo della valle dell’Alento e delle vie di accesso dall’entroterra alla costa. Dal sito era possibile comunicare visivamente con la torre di Velia e sorvegliare eventuali incursioni provenienti dal mare.
Il borgo fortificato, ricordato già nel XVII secolo dall’abate Pacichelli, era circondato da mura e dominato da un’antica torre. Durante il regno di Federico II il feudo apparteneva a Gisulfo Goffredo di Mannìa, cui si attribuisce la costruzione del primo castello. La prima attestazione documentaria risale al 1271, quando Carlo I d’Angiò donò il “Castel Nuovo nel Principato” a Guido d’Alemagna, comprendendo anche la torre.
Nel 1724 il complesso passò ai marchesi Talamo. Danneggiato dalle guerre napoleoniche e dai terremoti della metà dell’Ottocento, fu progressivamente abbandonato fino ai restauri avviati dal marchese Giuseppe Talamo-Atenolfi nel 1966.
Dal punto di vista architettonico, il castello presenta influenze provenzali, evidenti nei torrioni cilindrici con base tronco-conica realizzati tra il XIII e il XIV secolo. La torre conserva una scala ricavata nello spessore delle mura, beccatelli per le caditoie, ingresso sopraelevato con ponte levatoio e quattro ambienti voltati. In età aragonese furono aggiunti la controscarpa, la cortina merlata e il camminamento difensivo, mentre la corte interna ospitava edifici di servizio e la cappella, completando il sistema fortificato.