Storia, Borghi e Paesaggi
Cannalonga
Cannalonga fu edificata dagli abitanti della Civitella intorno all’anno 1000. Il nome deriva probabilmente dai folti canneti che un tempo costeggiavano il Torrente Mennonia, il quale attraversa il centro storico.
Il borgo appartenne allo Stato di Novi fino al 1452, quando Giovanni Antonio Marzano lo donò a Giovanni Antonio Martirano. Nel 1572 il feudo fu acquistato da Giovan Battista Farao di Cuccaro e rimase alla famiglia Farao fino alla morte di Scipione, che lo lasciò a Vincenzo Macedonio, barone di Cannalonga. Nel 1680 Don Filippo Farao riacquistò il feudo e lo assegnò in dote alla figlia Maria, sposa di Don Toribio Alfonso Mogrovejo. I Mogrovejo, discendenti della famiglia spagnola di San Toribio de Mogrovejo, Arcivescovo di Lima, conservarono il feudo fino al 1806, anno dell’abolizione del feudalesimo.
Il borgo sorge ai piedi del Monte Gelbison, a circa 550 metri di altitudine, immerso in un paesaggio montano ricco di boschi di ontano napoletano, castagno, rovere, roverella e faggio, con i monti Tempa del Turco e Falascoso a fare da sfondo. L’abitato si distingue per la perfetta integrazione con il paesaggio: case costruite con la pietra locale, vicoli stretti, gradonati e tortuosi che conservano intatto il fascino dell’impianto originario.
L’espansione del paese avvenne tra gli anni Cinquanta e Settanta nell’area del Piano d’Orria e, successivamente, dagli anni Ottanta verso nord-ovest. Questi interventi non alterarono il nucleo storico, che conserva ancora oggi il suo assetto urbanistico e le caratteristiche dell’architettura tradizionale.
L’insediamento originario si sviluppò lungo il Torrente Mennonia fino all’attuale piazza principale, cuore del paese, affacciata sul complesso ducale. Di forma trapezoidale, la piazza offre un notevole effetto scenografico: fino al XVIII secolo costituiva una pertinenza del palazzo, mentre sugli altri lati sorgevano le stalle e le abitazioni della servitù. Al centro si trova una fontana con basamento in pietra arenaria e statua in marmo, realizzata alla fine del XIX secolo.
L’antico abitato si caratterizza per la compattezza e l’uniformità del tessuto edilizio, costituito da edifici semplici nelle forme ma ricchi di suggestione per l’articolazione degli spazi e per l’armonica continuità dell’intero borgo.
