Storia, Borghi e Paesaggi
Sant’Angelo a Fasanella
Il nome Sant’Angelo a Fasanella nasce dall’unione dell’antica Fasanella, distrutta da Federico II di Svevia, con il casale di Sant’Angelo. Il toponimo Fasanella deriva probabilmente da “Phasis”, antica città greca e nome di un fiume della Colchide.
L’antico abitato sorgeva in località S. Manfredi, a circa 3 km dall’attuale paese, dove restano i ruderi del castello e della chiesa di San Pietro. Nel 1246 Federico II distrusse la città per punire Pandolfo Fasanella, i cui possedimenti furono poi restituiti da Carlo I d’Angiò. Nel corso dei secoli il borgo fu feudo dei San Severino, dei Capece-Galeota, dei Giovine e dei Caracciolo. Nell’Ottocento ebbe un ruolo importante nei moti per l’indipendenza italiana.
Tra le testimonianze storiche spicca il “Guerriero di Costa Palomba”, scultura rupestre del IV secolo a.C. raffigurante un antico guerriero, chiamato “Antece”. Di grande interesse è anche la Grotta di San Michele Arcangelo.
Inserito nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, Sant’Angelo a Fasanella offre un ricco patrimonio naturale, con boschi di faggio, numerosi corsi d’acqua e luoghi suggestivi come la Cascata Auso, oltre ai fiumi Calore e Fasanella.
