Storia, Borghi e Paesaggi

Sacco

Sacco sorge sul versante sud-occidentale del Monte Motola, tra Cilento e Vallo di Diano, in una posizione panoramica dominata dal Monte Pruno, noto come “balcone degli Alburni”. Il territorio, compreso tra i 279 e i 1.700 metri di altitudine, comprende importanti valichi naturali come la Sella del Corticato e confina con Roscigno, Corleto Monforte, San Rufo, Teggiano, Piaggine e Laurino.

Le origini di Sacco risalgono all’antichità: il territorio fu abitato prima dagli Enotri e successivamente dai Lucani, che introdussero nuove pratiche agricole e pastorali. In epoca romana il borgo continuò la sua vita basata sull’economia agricolo-pastorale. Nel VI secolo giunsero i monaci basiliani, che si insediarono nelle grotte del Laurito e contribuirono allo sviluppo agricolo del territorio, favorendo la coltivazione di ulivi, vigne e cereali. Nel corso del Medioevo Sacco divenne feudo di diverse famiglie nobili, tra cui i Sanseverino, gli Scorciati, i Carafa e i Villani, fino all’abolizione del sistema feudale nel XIX secolo.
Un evento fondamentale nella storia del paese fu la peste del 1656, che decimò la popolazione. Secondo la tradizione, la fine dell’epidemia fu attribuita all’intervento miracoloso della Madonna degli Angeli, il cui culto si diffuse rapidamente attirando numerosi pellegrini. In seguito, nel 1756, fu costruita l’attuale chiesa parrocchiale come segno di ringraziamento.

L’attuale abitato nacque in seguito all’abbandono di Sacco Vecchio, probabilmente a causa di eventi naturali o bellici. La nuova struttura urbana fu progettata secondo un preciso schema viario, con strade ordinate e funzionali alle esigenze della comunità. Tra gli elementi architettonici più significativi spicca il campanile della chiesa di San Silvestro, caratterizzato da una struttura monumentale che richiama lo stile delle antiche torri medievali.

Inserito nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, Sacco offre un ambiente ricco di boschi, montagne e paesaggi incontaminati. Il territorio conserva una grande biodiversità e rappresenta un luogo ideale per escursioni e attività all’aria aperta, grazie alla presenza del Monte Motola e dei numerosi sentieri che attraversano l’area.

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Altitudine

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Superficie

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Abitanti

0ab/Km2

Densità

Patrimonio Culturale e Naturale

Resti della Chiesa di San Nicola

A Sacco vecchio intorno al 600 dopo Cristo si costruì la chiesa di stile proto-romanico dedicata a San Nicola di Mira, le cui ossa riposano a Bari. La chiesa di San Nicola di Sacco Vecchio è una delle più antiche chiese esistenti sul territorio nazionale; è sicuramente antecedente la basilica paleocristiana della SS. Annunziata di Paestum, che venne realizzata in seguito alla fusione delle diocesi di Paestum e Agropoli dopo che Agropoli fu conquistata dai Saraceni intorno all’882 dopo Cristo.
La chiesa è di stile proto-romanico per la forma rettangolare, che richiama la nave, allegoria della Chiesa militante rappresentata dalla nave di San Pietro guidata dalla Provvidenza tra i flutti del mare. La struttura sobria è realizzata da una muratura snella e consistente. Il campanile a vela si staglia sulla facciata e sovrasta l’ingresso dominandolo. Una abside discreta chiude il retro della chiesa; è questa abside l’unico elemento che riporta alle chiese proto-cristiane che in principio erano ad impianto circolare. Sulla parete che guarda a sud-est si stagliano tre finestre a sbieco.
La chiesa di Sacco Vecchio è stata la sede della prima parrocchia del paese ed ha conservato la sua funzione fino al 1054 dopo Cristo quando con lo scisma tra Oriente e Occidente a Sacco si preferì scegliere un patrono latino ed lasciare il patrono greco. Era anche il periodo in cui fu abbandonato Sacco Vecchio e fondato l’attuale abitato di Sacco ove venne costruita una seconda chiesa intitolata al papa san Silvestro.