Storia, Borghi e Paesaggi
Ottati
Il Comune di Ottati sorge alle pendici del Massiccio degli Alburni, a circa 530 metri di altitudine. Il borgo è protetto, sul versante settentrionale, da una maestosa parete rocciosa che lo ripara dai venti più freddi. Nella rupe si aprono numerose grotte, un tempo abitate dai monaci basiliani e successivamente utilizzate come ricovero da pastori e greggi. Tra queste, la più nota è la Grotta di Santa Croce, oggi non più utilizzata.
Le origini di Ottati risalgono al Medioevo. Secondo una memoria del notaio Vincenzo Fasano, il paese esisteva già nel 1195, mentre alcuni studiosi ipotizzano che i primi insediamenti siano sorti intorno all’anno Mille. Si ritiene che furono i pastori provenienti dal territorio di Fasanella, attratti dagli ampi pascoli della zona, a dare vita al primo nucleo abitato. Anche il nome “Ottati” potrebbe derivare dal latino optatus, a indicare il luogo scelto come sede ideale per la pastorizia.
Con maggiore certezza, il borgo è documentato a partire dal XIII secolo. Nel corso della sua storia appartenne a diverse famiglie feudali, tra cui i Capece Galeota e, nel Settecento, i Caraguso-Mariconda. Dopo essere stato distrutto durante le vicende legate a Federico II di Svevia, il paese fu ricostruito e continuò il suo sviluppo.
Tra il 1811 e il 1860 Ottati fece parte del circondario di Sant’Angelo a Fasanella, nel Distretto di Campagna del Regno delle Due Sicilie; successivamente, fino al 1927, appartenne al medesimo mandamento nel Regno d’Italia.
